PRK (PhotoRefractive Keratectomy = cheratectomia fotorefrattiva)


PRK

(PhotoRefractive Keratectomy = cheratectomia fotorefrattiva)


La tecnica prevede l’asportazione del tessuto epiteliale corneale della superficie corneale (strato più esterno della cornea), e, successivamente, a mezzo del “Laser ad Eccimeri”, il rimodellamento della superficie corneale.Al termine dell’intervento si utilizza una lente a contatto morbida senza potere refrattivo, che ha unicamente lo scopo di proteggere l’occhio durante la ricostituzione dello strato corneale esterno (la riepitelizzazione avviene in 3-5 giorni).

La cheratectomia fotorefrattiva laser PRK è indicata per correggere i difetti ottici di miopia, ipermetropia e astigmatismo.


Vantaggi

  • procedura tecnicamente più semplice e rapida da eseguire.
  • Presenza di molti dati clinici a supporto della sicurezza e dell’efficacia a lungo termine
  • L’assenza del lembo riduce anche le complicanze a lungo termine.
  • Possibilità di trattare difetti refrattivi elevati.

Svantaggi:

  • dolore post-operatorio,
  • possibili opacità corneali (haze corneale) legate all’intervento in ogni caso prevenibili e risolvibili con opportuni trattamenti.

La PRK è controindicata in caso di malattia vascolare del collagene che può provocare, ad esempio, ulcerazione della cornea, malattie oculari come il glaucoma o cheratocono, o sistemiche come il diabete o l’artrite reumatoide, distrofia corneale granulale di tipo II e in caso di uso di steroidi.


La LASEK (LASer Epithelial Keratomileusis) è una variante della PRK, si tratta sempre di una tecnica di superficie in cui però l’epitelio asportato non viene eliminato ma viene riposizionato in sede. I risultati ed il decorso clinico non differiscono molto da quello della PRK ed il chirurgo decide di volta in volta la tecnica migliore da utilizzare.